
Cos'è l'Ecocontrastografia?
- Aggiunto il:
- Mercoledì 17 Febbraio 2010
- Ultima modifica:
- mai
Risposta
Cosa si intende per effetto ecocontrastografico?
E’ la capacità di alcune sostanze di modificare le caratteristiche acustiche degli ultrasuoni riflessi dalle cavità, dalle pareti ventricolari e dai flussi. L’effetto ecocontrastografico è dovuto alla formazione di microbolle che aumentano il segnale di backscattering (riflessione degli ultrasuoni); l’interfaccia liquido-gas produce una riflessione di ultrasuoni notevolmente superiore rispetto all’interfaccia liquido-solido con conseguente potenziamento del segnale ecografico.
Quali sono i mezzi di contrasto utilizzati in ecocardiografia?
Inizialmente i mezzi di contrasto erano ottenuti miscelando manualmente aria e liquido, ad esempio agitando una siringa contenente soluzione fisiologica. In tal modo si formano microbolle di varia dimensione (superiori ai venti micron), emivita breve tale da opacizzare le sole cavità di destra non potendo oltrepassare il microcircolo polmonare. Successivamente l’industria ha realizzato sostanze caratterizzate da microbolle di dimensioni minori (uno-dieci micron), grandezza uniforme, stabili e capaci, se iniettate in vena, di attraversare il circolo polmonare e distribuirsi nelle sezioni di sinistra. Queste microbolle se colpite dagli ultrasuoni si rompono o oscillano emettendo delle onde ultrasonore con frequenza differente rispetto al fascio che le ha colpite, generando una serie di segnali armonici che possono essere interpretati dagli ecocardiografi di ultima generazione. L’interazione tra mezzi di contrasto di seconda generazione e ecocardiografi capaci di analizzare le onde armoniche permette di studiare l’opacizzazione delle cavità di sinistra e, una volta che il mezzo di contrasto si è diffuso nel muscolo cardiaco attraverso il circolo coronarico, anche l’opacizzazione del miocardio (ecocontrastografia miocardica). I mezzi di contrasto hanno anche la capacità di aumentare il segnale Doppler.
In quali malattie cardiache si utilizza l’ecocontrastografia?
L’ecocontrastografia ottenuta con soluzione fisiologica agitata può essere utilizzata durante esame ecocardiografico transesofageo per studiare eventuale passaggio di sangue attraverso una fossa ovale pervia nei pazienti in cui si sospetti una genesi cardiaca di uno stroke. Infatti in questi casi le microbolle devono opacizzare le sole sezioni di destra per poter evidenziare l’eventuale passaggio a sinistra durante manovre che aumentano la pressione a destra (manovra di Valsala). L’uso di mezzi di contrasto di seconda generazione, capaci di attraversare il circolo polmonare, permette l’opacizzazione della cavità ventricolare sinistra e la migliore definizione del contorno endocardico. Ciò porta ad una più accurata stima della funzione ventricolare sistolica globale e regionale. L’effetto ecocontrastografico miocardico permette di studiare la perfusione miocardica. Le regioni normalmente perfuse dalle coronarie sane presentano un aumento del segnale ecografico per effetto delle microbolle che attraverso il microcircolo raggiungono tutti gli strati del muscolo cardiaco; le regioni nelle quali per effetto della stenosi coronarica si determina la riduzione o l’assenza di flusso non presentano l’aumento del segnale ecografico in quanto le microbolle non sono presenti o sono presenti in quantità scarsa per poter aumentare l’effetto ecografico. Perciò in tutte le condizioni nelle quali si verifichi un’ischemia (infarto acuto, ischemia provocata durante un ecostress) o nelle quali il tessuto miocardico è fibroso (pregresso infarto) l’effetto ecocontrastografico miocardico è assente. E’ inoltre possibile studiare direttamente un tratto del decorso delle coronarie epicardiche utilizzando sonde transtoraciche. Il mezzo di contrasto iniettato in vena permette di migliorare la visualizzazione del flusso coronarico studiandone eventuali anomalie legate a stenosi coronariche.
E’ pericolosa l’ecocontrastografia?
L’ecocontrastografia venosa appare sicura, non provocando effetti dannosi né a livello generale né a livello locale.
Quando si utilizza l’ecocontrastografia?
L’ecocontrastografia prevede l’uso di mezzi di contrasto costosi, ecografi capaci di analizzare le armoniche e personale medico altamente specializzato per cui l’ecocontrastografia con mezzi di contrasto di seconda generazione non può essere effettuata di routine ma la sua utilizzazione sarà decisa dallo staff medico della struttura cardiologica.







