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Cos'è l'ecocardiografia fetale?

Autore:
SIEC
Aggiunto il:
Mercoledì 17 Febbraio 2010
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mai
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Risposta

L’ecocardiografia fetale ha un ruolo fondamentale come procedura di screening per la diagnosi precoce delle cardiopatie congenite nel feto. L’esame viene eseguito con la madre in posizione supina e confortevole, appoggiando la sonda su determinati punti di riferimento per poter studiare il cuore. L’esame può essere eseguito a partire dalla 18a settimana, il tempo ottimale è tra la 22a e la 26a settimana. Lo studio si esegue iniziando con il bidimensionale ed utilizzando alcune proiezioni standard utili ad identificare le strutture anatomiche del cuore fetale. Allo studio anatomico segue lo studio funzionale dei flussi mediante l’ecocolor Doppler. Con questa metodica si studiano i flussi all’interno del cuore, nei grossi vasi ed il flusso artero-venoso nel cordone ombelicale. L’integrazione anatomica e funzionale permette di studiare al meglio le connessioni tra le varie strutture cardiache, le loro caratteristiche morfologiche e la loro funzione. E’ possibile inoltre, con le misurazioni monodimensionali, confrontare i valori del feto con quelli riferiti dalle tabelle di riferimento ottenendo informazioni relative all’età gestazionale. Collateralmente l’esame può essere utile nella diagnosi e nella gestione di alcune aritmie cardiache.

Perché si esegue l’ecocardiografia fetale?

L’incidenza delle cardiopatie congenite si aggira intorno all’8 per mille e di questi casi solo il 25% circa può essere identificato dall’ecocardiografia fetale; infatti alcune cardiopatie meno gravi e più frequenti possono essere diagnosticate solo dopo la nascita.

E’ pericolosa l’ecocardiografia fetale?

L’ecocardiografia fetale utilizza gli ultrasuoni ed è stato provato che questi non provocano effetti biologici sui tessuti ed in particolare sugli organi in evoluzione del feto. Quindi la metodica è sicura sia per il feto che per la madre.

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